CULTO

I vigneti dei Rainoldi si arrampicano sui ronchi tra le celebri sottozone del Valtellina Superiore: Sassella, Grumello e Inferno, a cui si uniscono Maroggia, a occidente, e Valgella, a oriente. Tutte le vigne qui sono verticali e aggrappate ai terrazzi. Pure quelle degli altri viticoltori che conferiscono le proprie uve nella modernissima cantina di vinificazione dei Rainoldi inaugurata nel 2016, poco sopra la storica sede di Casacce. Naturalmente non prima di avere superato il rigoroso controllo degli agronomi. I filari sono esposti al sole e protetti dalla catena alpina che smorza i venti gelidi di tramontana. L’escursione termica tanto gradita alle uve Chiavennasca è garantita dalla leggera brezza che si alza all’imbrunire. In questi territori la capacità del viticoltore, la competenza dell’agronomo, la sapienza dell’enologo e l’esperienza del cantiniere sarebbero però poca cosa senza un altro ingrediente: la terra posata sulla roccia. Metro dopo metro, anno dopo anno, generazione dopo generazione. La terra si associa all’acqua, al sole e all’uomo e con un meraviglioso sforzo creatore dà vita a un sistema agricolo di sensazionale impatto scenografico. CULTO 2025 87

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