CULTO

Le date e i luoghi non sono semplici tacche nel tempo e nello spazio. Inclinano alle trame e aprono alle divagazioni narrative. Un anno qui conta, il 1959, e conta pure una collocazione, Castionetto di Chiuro. Tra le vigne solatie di questa frazione a mezzacosta l’archeologa tellina Maria Reggiani Rajna rinviene una roccia ricca di segni arcani. Alta sessanta centimetri e larga trenta, la stele ha la forma di un parallelepipedo ed è stata incisa su entrambe le facce, quasi certamente in tempi diversi. La pietra di granito, conservata al Museo Valtellinese di Storia e Arte a Sondrio, su un lato presenta una collana, forse un’antica rappresentazione della Dea Madre, databile al 2000 a.C. Sulla seconda faccia compare una figura antropomorfa che impugna un’ascia dal lungo manico, istoriata tra il 1250 e il 1000 a.C. La silhouette sembra creata da un Keith Haring ante litteram. I radiant-boys, le figure stilizzate del geniale artista statunitense, partivano proprio dalle incisioni rupestri della preistoria. Ispirandosi a questo graffito, Aldo Rainoldi ha rinnovato il marchio della Casa vincola. Un frammento di arte primitiva è diventato nocchiere di nuovi codici comunicativi, in affinità con la propria terra. CULTO 2025 91

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