Ambiente

Grazie all’esperienza acquisita nei decenni, lavoriamo quotidianamente con l’obiettivo di coniugare un vino di qualità con la salute del contesto ambientale che ospita i nostri vigneti e i nostri collaboratori.

Ecco gl’impegni assunti dalla nostra azienda:

  • La nostra cura per le piante si basa sul concetto di produzione integrata al fine di ridurre l’utilizzo di prodotti insetticidi e di attuare una coltivazione più naturale.
  • Ricorriamo all’utilizzo di insetticidi esclusivamente per la lotta obbligatoria alla Flavescenza dorata. La partecipazione al progetto sperimentale di confusione sessuale per la Cicalina della vite è una delle tappe intraprese nella costruzione di un’attività produttiva sostenibile.
  • Abbiamo eliminato totalmente il diserbo nei nostri vigneti: l’erba viene tagliata e lasciata al terreno come ritorno di sostanza organica.
  • I sarmenti (legno di potatura) vengono trinciati ove possibile o raccolti nelle piazzuole dove verranno raccolti e destinati successivamente alla produzione di energia da biomassa.
  • Il ricorso all’irrigazione, come da disciplinare di produzione, è esclusivamente “di soccorso”.
  • Nella potatura secca utilizziamo il metodo “Simonit & Sirch” che consente una notevole riduzione delle superfici di taglio, garantendo la continuità dei flussi linfatici. Il risultato finale è duplice: contenimento della vigoria e migliore equilibrio vegeto-produttivo delle viti.
  • Vendemmiamo manualmente previ controlli sul campo volti a stabilire l’epoca ottimale di raccolta per ciascuna particella.
  • Abbiamo introdotto il controllo delle strategie di lotta fitosanitaria sulle uve conferite attraverso i registri dei trattamenti e sopralluoghi del nostro agronomo presso ciascun vigneto.
  • Utilizziamo cartoni prodotti con carta riciclata e non trattata. Inoltre abbiamo ridotto il peso delle bottiglie di vetro al fine di abbassare la quantità di CO2 emessa durante i trasporti.
  •  Utilizziamo energia idroelettrica pulita prodotta in Valtellina da A2A.

Adotta un vigneto

"Non può esistere un vino senza un vigneto e un vigneto senza la terra. "Adotta un vigneto in Valtellina" è la storia di un amore verso un territorio, nei confronti dei saperi intrecciati alla terra, nel rispetto del lavoro e della tradizione agricola; per fare un vino buono da bere, ma anche buono da pensare, frutto del rispetto verso l'ambiente, ricco di personalità e proiettato verso un'agricoltura sempre più rispettosa del territorio che la ospita."

Il progetto “Adotta un Vigneto in Valtellina” nasce dalla volontà di soggetti privati uniti dall’ambizione di costruire un gesto concreto di sensibilità ambientale e di consapevolezza socio-economica nei confronti delle potenzialità del territorio valtellinese. Tale operazione si prefigge l’obiettivo di rafforzare il legame tra il contesto agricolo-produttivo e il settore turistico-alberghiero, con ricadute positive in termini di immagine e di riqualificazione della filiera sul consumatore finale.

Il progetto di “adozione” simbolica di un vigneto, nello specifico, si avvale dello spirito collaborativo e costruttivo di un imprenditore locale fortemente legato sotto il profilo turistico-ricettivo alla Valtellina, il quale, attraverso la sua partecipazione attiva, si prende l’incarico di salvaguardare e valorizzare la coltivazione di un piccolo vigneto e di promuovere il progetto attraverso la vendita del vino che ne deriva. Il viticoltore coinvolto, lavorando la propria vigna, si impegna a dare continuità al proprio operato con la consapevolezza e la garanzia derivanti dalla certezza della destinazione commerciale delle proprie uve, uscendo dal limbo dell’incertezza e della precarietà commerciale. A fare da ponte tra queste due figure si colloca il produttore-trasformatore di cantina, il quale fornisce la propria consulenza e competenza enologica per la creazione del prodotto finale.

“Adotta un Vigneto in Valtellina” si presenta, quindi, come un’operazione di filiera positiva e tangibile di “fare sistema” che dimostra come turismo, tutela del territorio e valorizzazione dei prodotti locali possano coesistere e, al tempo stesso, potenziarsi a vicenda.

Il progetto si presenta inoltre come una proiezione verso il futuro: un appuntamento concreto e di forte attualità finalizzato a incrociare vie di sviluppo e soluzioni innovative per il territorio e per l’intero comparto vitivinicolo. Tra gli obiettivi principali di questa iniziativa vi sono:

il rafforzamento e la valorizzazione dell’agricoltura di montagna;
la conservazione di una produzione enologica di assoluto valore;
la salvaguardia di saperi e tecniche che fanno parte del “patrimonio immateriale” strategico per la Valtellina.

Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione di Abele Branchi, Alessio Magi, Piali Emanuela, Giuseppe Bonseri, Paolo Camozzi, Giacomo Mojoli, Mario Saligari e Marco Rocca.

Cancro Primo Aiuto

La Casa Vinicola Aldo Rainoldi sostiene da anni Cancro Primo Aiuto poiché ne condivide i valori e i progetti di solidarietà.

L’Associazione Cancro Primo Aiuto non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza sociale e socio sanitaria a favore prevalentemente degli ammalati di cancro e delle loro famiglie, compresa la prevenzione, la cura, l’assistenza psicologica, medica e domiciliare principalmente nell’ambito territoriale della Regione Lombardia.

L’attività consiste nella consulenza totalmente gratuita, nell’aiuto in senso lato realizzato da medici, paramedici, volontari e medici specialisti, con particolare riferimento a quelli che partecipano al Comitato Tecnico Scientifico, sia che essi svolgano la loro missione in nome e per conto della Onlus o nell’ambito delle strutture ospedaliere accreditate di riferimento (pubbliche o private).

Sostieni anche tu le iniziative di Cancro Primo Aiuto. Visita il sito www.cpaonlus.it

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